Nonna Carla

Cara Nonna Paola, 
mi chiamo Carla e porto questo nome perché mio padre, che è stato un partigiano, aveva conosciuto la signora Carla Voltolina che poi sarebbe diventata la moglie del presidente Pertini. Sabato prossimo sarà il 75esimo anniversario della liberazione. Io ricordo un 25 aprile, quello del 2005, proprio l’anno in cui lei se ne andò (NDR è morta il 6 dicembre 2005). Sono felice di portare questo nome non soltanto per il ricordo di un’Italia liberata che è sempre con me,  ma anche per lo stile e la classe che i coniugi Pertini rappresentavano. Fu una grande emozione conoscere la signora Carla in una meravigliosa giornata di sole sul palco allestito a Piazza Duomo. Pensare che quest’anno saremo tutti a casa, mi stringe il cuore. Un abbraccio e buon 25 Aprile
!

Nonna Carla 

Cara signora Carla, 
il 25 aprile di 15 anni fa c’ero aNche io su quel palco. Carla Voltolina Pertini rappresenta un unicum nella storia delle consorti dei presidenti di questo Paese. Giovane staffetta partigiana, si innamorò del suo Sandro e scelse di seguirlo nella buona e nella cattiva sorte. 
Tanti sono gli episodi bizzarri nella vita di questa coppia speciale: Carla non volle mai vivere al Quirinale e condusse un’esistenza dietro le quinte senza però sacrificare la sua personalità e la sua identità di combattente. Non aveva potuto terminare gli studi, proprio a causa della guerra e della resistenza, e riuscì a laurearsi addirittura durante il settenario del marito e il Presidente, di nascosto, andava ad ascoltare gli esami della sua donna. 
Carla Pertini, la sua riservatezza, il suo stile, le sue potentissime motivazioni, rappresentano la parte migliore del nostro Paese. In un periodo cosi difficile per l’Italia,  non rinunceremo a festeggiare il 25 aprile e lo faremo grazie ai mezzi che internet ci mette a disposizione. Una piazza, 1000 piazze virtuali, tra queste anche radio rai gr parlamento che alle 10 di sabato prossimo ospiterà una maratona di poco più di un’ora con gli interventi del mondo sindacale, politico, culturale e una riflessione su una formazione di liberatori molto amata dalla città di Milano: la Brigata Ebraica. La aspettiamo e vi aspettiamo

Sua Paola Severini Melograni 

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